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Il gemellaggio di Genola con la città argentina di Marcos Juárez
La città di Marcos Juárez, con cui Genola si è gemellata nel novembre 2001, fa parte della provincia di Cordoba e sorge nella pampa, un territorio pianeggiante particolarmente fertile e adatto alla coltivazione dei cereali e all'allevamento estensivo del bestiame. Nell'Ottocento si chiamava Posta Espinillos ed era un punto di ritrovo per i viaggiatori. Il suo sviluppo edilizio ebbe inizio nel 1887 con la costruzione della ferrovia e l'arrivo dei primi immigranti, fra cui le famiglie genolesi Dellarossa e Saracco. In quel periodo essa assunse il nome attuale in ricordo di una celebre personalità che si impegnò attivamente per incrementarne lo sviluppo e dotarla dei servizi primari. L'etnia della popolazione attuale è il risultato della fusione fra i creoli locali e gli europei, in particolare Italiani e Spagnoli.

Il gemellaggio ha un significato molto profondo, perché consente ai nipoti di quanti sono rimasti in Italia di abbracciare i discendenti dei parenti e degli amici che, tra la seconda metà dell'Ottocento e i primi decenni del Novecento, emigrarono nel Sud America, portando con sé i ricordi, le tradizioni e gli affetti più cari, che trasmisero ai loro posteri, alimentando la speranza di un ritorno.

Il gemellaggio fra Genola e Marcos Juárez avvenne per l'interessamento e l' impegno delle rispettive autorità comunali, e in particolare dei sindaci Gianfranco Capello ed Henry Dellarossa, i quali costituirono due comitati, a cui ne affidarono l'organizzazione, presieduti, quello del nostro paese, da Carlo e Maria Teresa Origlia, e, quello argentino, da Raúl S. Dellarossa, il presidente della Famiglia piemontese.

Particolarmente meritorio fu l'attivismo di Maria Teresa Origlia, che, per fare fronte alle spese organizzative, scrisse e pose in vendita un libro di antiche ricette della gustosa cucina cuneese dal titolo Ricette e immagini della memoria - recetas e imagenes de la memoria; il testo, tradotto in Spagnolo, è arricchito dai disegni dell'artista Piero Roccia.

Dopo il rituale scambio di lettere fra i sindaci e la concessione delle autorizzazioni da parte delle autorità statali, Genola organizzò il viaggio, che ebbe luogo fra l'8 e il 12 novembre 2001, della delegazione in visita a Marcos Juárez. Di essa facevano parte trentanove nostri concittadini, fra cui il sindaco e il parroco don Mario Dompè, tutti ospitati da famiglie originarie del Piemonte. L'atto ufficiale del gemellaggio venne sottoscritto sabato 10 novembre alle ore 18,30 nella sala consigliare del comune dai due sindaci.

Gli argentini restituirono la visita dal 21 al 26 maggio 2003. La delegazione, costituita da quarantacinque membri, era guidata dal rappresentante del sindaco Raquel Depetrini Tassisto, che il 24 sottoscrisse, unitamente al nostro sindaco, l'atto del gemellaggio nel corso di una seduta straordinaria del Consiglio comunale. Della comitiva faceva pure parte il parroco padre Felix Garelis. Particolari solennità rivestirono le inaugurazioni dei monumenti a ricordo degli incontri; su quello di Marcos Juárez sono raffigurati un ramo di espinillo, un cespuglio spinoso tipico della zona, il pilone di San Michele Arcangelo di Genola, gli Stati dell'Italia e dell'Argentina e i colori delle bandiere di entrambe le nazioni; quello di Genola, realizzato da Carlo Origlia in acciaio e plexiglàs con base in cemento, ha la forma di un grande mappamondo sul quale spiccano le sagome dell'Italia e dell'Argentina e la scritta omnia vincit amor.

Nel corso del soggiorno dei Genolesi a Marcos Juárez e degli Argentini a Genola si sono avuti dei momenti particolarmente toccanti, quali la visita dei fratelli Origlia alla casa in cui il loro padre risiedete, appunto a Marcos Juárez, fra il 1922 e il 1929; l'incontro di Edén e Amalia Saracco con il cugino Federico Gavatorta; la visita degli stessi coniugi Saracco e dei numerosi membri della famiglia Dellarossa alle abitazioni dei loro nonni, ubicate in località Tetti Vigna e nell'abitato di Genola.
        
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