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Comune di Genola
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L'indipendenza del Comune di Genola

La singolare divisione imposta nel 1258 del territorio di Genola, di cui si è riferito nel capitolo precedente, causò nel corso dei secoli numerosi interminabili processi che coinvolsero la comunità del nostro borgo, i conti Tapparelli e i comuni di Savigliano e di Fossano. Il più lungo ebbe inizio nei primi decenni del XV secolo e terminò nel 1512 per l'intervento del duca di Savoia; in questo frangente si verificarono addirittura scontri armati con morti e feriti. Di seguito, nella seconda metà del Cinquecento il re di Francia e nel 1645 Madama Reale, su pressione dei conti Tapparelli, assegnarono a Savigliano la parte del territorio posto sotto la giurisdizione di Fossano. In entrambi i casi, alcuni decenni dopo, a causa delle violente rimostranze di Fossano, intervennero i duchi di Savoia che abrogarono i provvedimenti.

Il momento favorevole si presentò nel 1796, quando Vittorio Amedeo III unì i tre quinti di Genola posti sotto la giurisdizione di Savigliano al territorio e al catasto del comune di questa città. La violenta reazione di Fossano, smaniosa di ottenere gli stessi diritti sui suoi due quinti, ma soprattutto la mutata situazione politica consentì alla comunità del borgo di presentare, nel 1798, domanda al governo francese per ottenere l'indipendenza comunale. Ciò suscitò le rimostranze tanto della città di Savigliano che di Fossano, timorose di perdere una considerevole parte del loro territorio. Fu un susseguirsi di petizioni, memoriali, richieste di correzioni di confini e di risarcimento danni che convinsero le autorità francesi ad assumere dei provvedimenti tali da stroncare l'insorgere di nuove vertenze.

Della questione fu investito l'imperatore Napoleone Bonaparte che, sentito il parere del ministro degli interni, l'11 gennaio 1808 firmò il decreto imperiale con cui, a far data dal I gennaio, eresse Genola in comune indipendente.

I rapporti fra il neocomune di Genola e le città di Fossano e di Savigliano rimasero tesi per decenni a causa delle difficoltà a definire il riparto dei debiti e dei crediti. Con la prima si raggiunse un accordo in tempi relativamente brevi in quanto l'attivo e il passivo si equivalevano; diversa la situazione nei confronti della seconda in quanto i lunghissimi processi terminarono solo il 10 settembre 1855 con l'ordinanza emessa dalla Corte d'Appello di Torino che impose a Genola di corrispondere sessantacinquemila lire a Savigliano a titolo di perequazione (L.C.).

 
L'editto dell'11 Gennaio 1808
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